Perchè il mio impianto fotovoltaico da 3 kW non ne produce mai più di 2,5 ?

A molti possessori di un impianto fotovoltaico, sarà capitato di porsi questo tipo di domanda.

Ed è una delle osservazioni che più spesso mi vengono rivolte da chi ha un impianto fotovoltaico.

Viene naturale pensare, che installando un impianto di una determinata potenza, in una giornata di sole, l’impianto eroghi proprio quella potenza o qualcosa di simile.

E’ estate, il sole è a picco, non ci sono nuvole all’ orizzonte; perché il picco di potenza che il mio inverter produce non va mai oltre il 70% della potenza complessiva dell’impianto? E’ normale?

Molti giudicano la bontà del proprio impianto in base a queste considerazioni, facendosi spesso una idea sbagliata. Se anche tu hai avuto questo genere di dubbi, devi continuare a leggere questo articolo…..

Probabilmente ti stupirò, ma la prima cosa che ti dico a proposito della bontà del tuo impianto, è che la potenza di picco non è importante. Il fatto che l’impianto non faccia mai potenze di picco alte, non necessariamente è un fattore negativo.

Mi capita spesso di essere interpellato per verificare impianti in cui i proprietari lamentano produzioni basse.

Le mie analisi iniziano sempre da una serie di verifiche che riguardano il posizionamento dei pannelli, la configurazione elettrica (per scongiurare errori di progettazione), una misurazione dei parametri elettrici, pulizia dei pannelli, ecc,  ma non mi interessa la potenza massima che raggiunge l’impianto.

Ora devo andare sul tecnico…… Devi sapere che quando si parla di potenza nominale di un impianto, si intende la potenza che i pannelli riescono a raggiungere in determinate condizioni (dette “condizioni standard”).

Parliamo di un irraggiamento solare di 1000 W/mq ad una temperatura di 25°C. Sono condizioni che molto raramente si possono avere durante l’esercizio di un impianto. Parliamo di un irraggiamento particolarmente alto, che è possibile solo con cielo terso, senza il filtro dell’umidità presente nell’ atmosfera. Il tutto associato ad una temperatura bassa; infatti per ogni grado in più di temperatura, corrisponde un calo delle prestazioni del pannello.

Quindi, per avere le condizioni ideali, dovrebbe esserci contemporaneamente un irraggiamento molto alto (ad esempio dopo un temporale estivo in cui il cielo è pulito e senza umidità) una temperatura bassa dei pannelli, ed il sole deve arrivare perpendicolare alla superficie dei pannelli.

Puoi capire che sono condizioni particolari, che possono verificarsi pochissime volte in un anno e magari per pochi minuti perché devi considerare che la superficie del pannello dopo un po’ che è sotto un sole intenso, aumenta la sua temperatura con il conseguente calo di rendimento. Considera che nel periodo estivo, in pieno sole i pannelli possono superare la temperatura di 70°C .

A questo effetto dobbiamo considerare anche il grado di pulizia dei pannelli e l’inclinazione con cui arriva la luce rispetto alla superficie del pannello. Se per esempio hai i pannelli esposti in due diversi orientamenti (è classico il caso di tetti con le falde est e ovest) non puoi pretendere di aver potenze di picco alte. Il sole arriverà sempre ad una parte dei pannelli in modo sfavorevole.

Ma allora come fai a vedere se il tuo impianto produce il giusto? Cosa devi guardare?

Il dato più significativo per vedere la bontà dell’impianto, è quanti kWh vengono prodotti in un anno. Esistono dei metodi per calcolare la produzione che ci si può aspettare da un impianto. Questi metodi tengono conto di una serie di fattori: località di installazione, orientamento dei pannelli, la loro inclinazione rispetto a terra, il tipo di tecnologia dei pannelli, ecc.

Dal confronto tra la produzione attesa e quella reale, ne deriva la bontà del tuo impianto.

Puoi trovare su internet diversi simulatori solari che possono farti un calcolo della produzione teorica del tuo impianto. Oppure puoi chiederla al tuo installatore. Avrai così uno strumento per valutare in modo autonomo il tuo impianto.

Ovviamente c’è un limite a questo metodo; il confronto va fatto sulla produzione di almeno alcuni mesi e nel caso di un effettivo problema di bassa produzione, avrai una perdita economica più o meno grossa prima di avere dati che confermino tale circostanza.

Comunque, se hai già notato una variazione nelle prestazioni dell’impianto rispetto al passato, non aspettare. Chiama subito un tecnico e fai verificare l’impianto in modo da non perdere inutilmente energia prodotta.

Se non puoi permetterti di perdere produzione, in caso di un impianto di grossa taglia oppure in caso di impianto incentivato in Conto Energia, non perdere tempo; fai fare un controllo da un professionista, ma non chiamare il primo che capita. Accertati che abbia le competenze e la strumentazione per fare una analisi accurata.

Per esperienza, ti dico che mi capita spesso di intervenire su impianti talmente trascurati, che la perdita di produzione di un anno vale due o tre volte il costo di una manutenzione ordinaria.

Quindi, non dare particolare importanza alla potenza di picco del tuo impianto, preoccupati invece che i kWh prodotti siano coerenti con la produzione attesa, previeni i problemi facendo fare una manutenzione periodica al tuo impianto.

Se vuoi saperne di più in merito alla manutenzione di un impianto fotovoltaico, puoi leggere questo articolo che ho scritto tempo fa.

Se invece hai un caso da sottopormi, contattami, sarò lieto di occuparmene.

Se hai trovato questo articolo interessante o se pensi possa esserlo per un tuo amico, condividilo!

Alla prossima….

 

By | 2018-08-24T22:11:29+00:00 agosto 23rd, 2018|Impianti, Manutenzione|

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